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Equilibrio

21 Giugno 2007


…valutare la distanza tra normalità e anormalità è sempre difficile, se non impossibile.

Ogni azione, gesto, pensiero è come e sempre sotto esame di un giudice irrazionale e ahimè corruttibile. E questo è causa di non pochi problemi.
Il vero problema, di fondo, credo sia la solita ricerca di senso che non porta a nulla; purtroppo arrivo sempre alla conclusione che tutto quel che faccio non ha un senso.
Tutto si può guardare secondo ottiche diverse, materialista, spiritualista, idealista, realista….
nessuna però è in grado di darmi soddisfazione.
Voglio dire non credo sia importante il modo di giudicare, proprio perché il senso che ne vien fuori risulta ?costruito?, e quindi inaccettabile per me.
Il precario equilibrio quindi consiste nell’accettazione del non-senso (comunque del tutto insoddisfacente); un po’ come viaggiare per inerzia….

P.S. -> Uno dei tanti problemi e trovarsi a fare quello che vedete in foto per chissà quanto tempo mentre dovresti studiare…

  1. Tore
    21 Giugno 2007 a 19:01 | #1

    un senso accessibile alle nostre menti umane probabilmente non c’è. Ma un senso ci DEVE essere, e forse l’unica salvezza è decidere che non può che essere così; accettare un senso fuori misura credo sia ben altra cosa che accettare il non-senso…

  2. Matthew
    21 Giugno 2007 a 23:11 | #2

    L’opera della foto l’ho vista dal vivo e devo dire che è molto più emozionante. La foto non rende, credo sia a causa della tovaglia sgargiante. Purtroppo non si può spostare…

    Degna di nota la disposizione delle monete…

  3. tizeta
    22 Giugno 2007 a 16:28 | #3

    a parer mio il problema non sta alla base della scelta tra un senso ” fuori misura” o un totale non sense…questi sono “traguardi” , consapevolezze che ognuno di noi raggiunge ma nessuno ci sapra’ dire se abbiamo fatto bene…piu che altro importa quali siano le ripercussioni sulle nostre vite a seconda del senso che proviamo o meno a darle…le nostre azioni spesso partono o si bloccano proprio di fronte a questo corcevia, alla domanda fatidica” ma che senso ha”?dato che nessuno ancora potra’ rivelarci la giusta via,elaboriamo a tavolino un senso accettabile ke possa avere della influenze positive sulla nostra accettazione o meno delle cose , della vita…tanto stronzate per stronzate meglio fare quella che ci fa stare un po meno peggio no…?+

  4. Tore
    22 Giugno 2007 a 22:14 | #4

    ciao Tz, in effetti credo che ciò che dici sia una prassi piuttosto diffusa… è che il senso elaborato “a tavolino” molto spesso (secondo me) non è in grado di darci sufficiente serenità riguardo al significato del nostro “essere qui, ora”. Tanto più quanto più spesso l’esperienza ci mette davanti a fatti che ci fanno dubitare della nostra capacità di controllare il nostro destino

  5. jameslipah
    23 Giugno 2007 a 1:51 | #5

    Tutto molto interessante.
    Nella mia testa però (il solito fastidio…), quanto detto viene riassunto con una brutta formula:
    accettare di accettare un senso, qualunque esso sia.
    Mi sbaglio?

    @tz: La risposta di Tore è quella che avrei voluto dare io, ma non ne sarei stato comunque capace in quelle 4 righe.

  6. tizeta
    23 Giugno 2007 a 6:30 | #6

    ma se ci fosse davvero un senso a questa vita, o meglio se noi fossiamo in grado di saperlo il mondo esisterbbe?mi riallaccio al discorso del “precario” equilibrio che regola il pianeta e ammettiamo che dopo la morte ci sia un,chiamiamolo pure “senso” e in un “altro copione ” un’esistenza fine a se stessa.
    queste consapevolezze non potrebbero che farci fare delle scelte estreme, o di totale abnegazione della vita terrena in attesa del” proseguo” o un egoismo alla potenza n x cercare di godere al massimo dell unica nostra inutile esperienza…
    questo dubbio fa parte dell equilibrio….e’ l’equilibrio? pensavo proprio stasera, osservando il cielo abbastanza sgombro, alla perfetta distanza del sole che ci illumina senza cuocerci…e alla piccola mosca che mi ronzava attorno infastidendomi,creatura cosi piccola ma cosi ben incastrata nel complesso sistema della natura…
    tutta questa perfetta armonia in qualche modo mi sembra difficile sia solamente casuale, anche se sono cosciente che molti equilibri non si siano “creati” ma sono una conseguenza del corso naturale.
    mi affascina il fatto di non riuscire a trovare un senso, alemeno da certi punti di vista…spesso questo quesito si pone in maniera piu o meno marcata a seconda del modo che ognuno ha di prendere la propria vita…
    il mio senso l ho in qualche modo trovato, ricerco emozioni…belle o brutte che siano….talvolta riesco ad estraniarmi in momenti molto “bassi” e ad “osservare la mia figura che soffre”senza provare dolore….un po in scia alla buona vecchia teoria dell’ormai e’successo”….questo modo di fare, per contro ha fatto sbocciare la mia parte apatica….mi paro il culo insomma,anche se la mia natura ricerca emozioni…questa ricerca in ogni caso mi stimola ad andare avanti,a svegliarmi la mattina( o il pomeriggio…)
    questo anche se non e’ un senso nell ‘accezione inizialmente intesa e cmq un bel passo x affrontare questa (?) vita…
    xcio’ si ,accettiamo di non capirci un cazzo….

  7. tizeta
    23 Giugno 2007 a 6:35 | #7

    x tore:
    ciao prof, e’ da un po che non ci si sente…tornero’ un mese e mezzo quest anno, xcio’ una birretta discorsiva mi farebbe piacere…riguardo cio’ che hai scritto prima, sono d’accordo, nel primo commento volevo solo ironizzare ,le religioni sono gli esempi piu lampanti di senso comune o di massa…puoi anche scegliere se reincarnarti o finire tra l’elenco di san pietro…

  8. Tore
    26 Giugno 2007 a 0:46 | #8

    …la formula “accettare di accettare un senso” non è particolarmente attraente, ma è una sintesi possibile… altri piuttosto direbbero “fidarsi”, e a noi sembrerebbero ottimisti molto ingenui. Forse però sono entrambe formule insufficienti, e siccome le cose dipendono spesso da come ce le raccontiamo siamo punto e a capo: non si esce dal “formulare”, il formulare è tutto dentro il linguaggio, e il linguaggio è limitato.
    Coloro che con la parte più “profonda” di se stessi (“a thousand kisses deep”, direbbe Leonard Cohen) non hanno potuto fare a meno di sospettare che non sia tutto qui, devono continuare a vivere nel sospetto e scegliere di ascoltare il silenzio.

    !!! Tz, molto volentieri, una birretta…

  9. JamesLipah
    11 Luglio 2007 a 17:33 | #9

    nuova piattaforma.
    modello di prova…

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